COMING OUT DI FEDERICO

Ogni giorno, migliaia di persone praticano coming out. Ho ascoltato, nel corso degli anni, molte leggende metropolitane sul tema; alcune mi hanno lasciata attonita, mentre altre mi hanno fatta divertire, facendomi assaporare la vera essenza dell’ignoranza, che avvolge ancora il tema dell’omosessualità. Soprattutto, mi stupisce che, nonostante i tempi siano cambiati ed evoluti, nel XXI secolo  tanti giovani siano fermamente convinti che l’omosessualità sia una malattia o una forma di perversione.

Ti invito gentilmente, se anche tu sostieni la loro causa, prima di spendere parole di odio e di disprezzo nei confronti di altre persone, cerca di informarti, bene, sul suddetto tema! Non credere alle tante corbellerie e voci di corridoio, che si aggirano sull’argomento. Studia, leggi e ascolta il giudizio, in materia, di esperti scienziati, psicologi e psichiatri, non dare importanza al giudizio di alcuni uomini politici, il cui interesse è vincere le elezioni.

Teorie sul coming out

Alcuni affermano che l’alto tasso di coming out è dovuto alla moda, perché essere gay, oggi, è un trend. Adesso, ti pongo questo quesito: Secondo te, per la vita difficile e complicata, priva di diritti umani e politici, inondati di offese e violenze non solo verbali, che conducono i gay in questa società, chi mai vorrebbe essere omosessuale solo per moda? Come se spopolassero, nei grandi negozi di alta moda, scarpe con chiodi all’interno della suola e io le comprassi, nonostante mi procurino ferite lancinanti e disumane, solo per essere “alla moda”. Sarei un’emerita imbecille! Non credi?!


L’omosessualità esiste e noi dobbiamo accettarla. Anche i gay hanno diritto di fare coming out, senza paura di incorrere in violenze verbali e fisiche, senza temere l’esclusione sociale e politica, senza temere che la loro libertà venga intaccata. Siamo tutti esseri umani e per questo anche gli omosessuali, devono godere degli stessi diritti che usufruiscono i soggetti etero. Noi non siamo nessuno per soffocare la loro libertà, la libertà di scegliere chi amare e di vivere il loro amore alla luce del sole, senza temere di essere lincianti verbalmente e fisicamente.

Ora, chiediti: se fosse l’eterosessualità, ad esempio, ad essere considerata sbagliata? Se tu ,etero, fossi costretto a diventare a tutti i costi omosessuale, come reagiresti? Lotteresti per la tua libertà, giusto?! Riusciresti a cambiare i tuoi impulsi sessuali sotto comando? Da un giorno all’altro, riusciresti a convincere la tua mente di provare attrazione verso persone del tuo stesso sesso? No, sarebbe per te impossibile, giusto? Allora, perché pretendi che gli omosessuali abbiano GLI STESSI IMPULSI SESSUALI DEGLI ETERO, se questa non è la loro vera indole? L’orientamento sessuale di tutti gli esseri umani non procura danni, non condanna a morte nessuno. Perciò, ognuno di noi è libero di amare chi vuole.

Ti racconto, la breve e commuovente storia di Federico, un ragazzo come tanti altri, che possiede un piccolo ma grande sogno nel cassetto: ESSERE LIBERO!

omosessuale o etero, siamo tutti esseri umani.
SIAMO TUTTI UGUALI!

LETTERA APERTA

Caro Federico,

sono giorni che cerco di trovare le parole giuste, ma puntualmente mi ritrovo a strappare il foglio, come una scema. Adesso, mi dirai che al giorno d’oggi non è cool e alla moda scrivere una lettera (spero di non aver commesso errori nella parola cool. Sai benissimo che sono un disastro con i termini stranieri. “Perché sei una donna di altri tempi”, starai dicendo, vero?! ) Ma preferisco gettare le mie parole e i miei pensieri su questo foglio bianco, perché credo che una lettera scritta con la propria mano valga molto di più di un freddo e quasi asettico messaggio di testo sul cellulare, o forse, sto solo cercando goffamente di giustificare la mia ignoranza in materia di social.

Sono qui, seduta nello studio del tuo papà, mentre tra le mani stringo forte la foto scattata insieme, quando siete andati allo stadio, per assistere al derby Roma-Lazio. Sei sempre stato un bambino estroverso, energico e socievole, appassionato di calcio, contraddistinto dall’amore spregiudicato per la tua squadra del cuore, la Roma. Ricordo che, quando avevi 6 anni, gironzolavi per casa con la maglia del capitano Totti di tuo cugino, che, essendo tre taglie più grande di te, diventava un mini abito; indossavi anche il cappellino abbinato e ti dilettavi a giocare con la pallina di gomma della Roma, che ti aveva regalato la nonna per il tuo compleanno.

Io e il tuo papà ti abbiamo amato e ti amiamo incondizionatamente. Sei sempre stato un bambino, per quanto ribelle e solare, buono e ubbidiente. Ricordo che, quando avevi solo 11 anni, una sera di ottobre, mentre piangevo sul letto nella mia camera per l’imminente divorzio con tuo padre e cercando di non farmi notare da te; tu, avvicinandoti al letto, con il tuo modo buffo di fare, mi hai dolcemente sussurrato all’orecchio: “Mamma, ci sono io con te”. Tu, così piccolo, con il tuo corpicino esile, stavi diventando già grande.

Mi sento in colpa, credo di averti tolto e negato la bellezza e la spensieratezza dei tuoi anni, per catapultarti nel mio mondo, nel mondo degli adulti. A volte, anche i genitori sbagliano. Ti ho inconsapevolmente addossato troppe responsabilità per la tua età. Scusami tanto, amore mio; la mamma non voleva negarti l’adolescenza e i tuoi grandi sogni.

Non riuscivamo a sbarcare in lunario e ricordo che tu avevi deciso di intraprendere qualche lavoretto per aiutarmi. Così, con la tua Graziella, andavi a consegnare volantini, per racimolare quel poco che bastava per aiutarmi economicamente in casa. Sei sempre stato la mia forza, il mio eroe. Sembra strano che una madre dica che suo figlio è il suo eroe; solitamente, dovrebbe essere il contrario, ma nel periodo più buio della mia vita, tu sei stato la mia forza e il mio coraggio. Mi è bastato guardati negli occhi per accendere in me la speranza e la voglia di vivere, vivere per te.

Hai rinunciato alla tua amata scuola di calcio, per risparmiare denaro. Non riuscirò mai a perdonarmelo. Avevi il diritto di inseguire i tuoi sogni, ma per la povertà della nostra famiglia, tu non hai potuto. Ripeto a me stessa, ogni giorno, di non aver fatto abbastanza, di non aver fatto abbastanza per te. Ricordo, il tuo piccolo e dolce musetto dispiaciuto, quando hai dovuto rinunciare alla tua passione, ma cercavi sempre di non farmelo pesare, sdrammatizzando dicevi: “Tranquilla mamma, ci sono cose più importanti”.

A volte, rientrata dal lavoro, ti intravedevo indossare le mie scarpe con il tacco a spillo, le uniche che possedevo, e sfilare per casa, emulando le top model. Ogni volta che mi vedevi, ti rifugiavi in tutta fretta in camera tua e cercavi di sdrammatizzare l’accaduto, dicendomi che avevi perso una scommessa con gli amici ed eri stato costretto a indossare quella robaccia. Ricordo ancora, le tue labbra color corallo sbiadito e sbavato lungo tutto il mento, causato dalla fretta che avevi di toglierti il rossetto. Io credevo alla tua bugia, anzi, fingevo di crederti. Ma ho sempre saputo che tu eri speciale.

COME PUOI NON AMARE TUO FIGLIO,
OMOSESSUALE O ETERO CHE SIA!

Speciale, non perché sei omosessuale. Smettiamola di affermare che gli omosessuali sono diversi o sono speciali. Tu, AMORE MIO, sei originale e unico, come tutti gli altri ragazzini della tua età, tu sei un piccolo grande ometto normale, non sentirti mai diverso e non credere a chi dice il contrario . Mai.

Tu sei speciale, perché, nonostante i tuoi 14 anni, ti sei sempre distinto per la tua umiltà e per la tua bontà d’animo, hai sempre messo il bene degli altri al primo posto, trascurando te stesso, i tuoi desideri; anche nei confronti di chi era cattivo con te. In questa società ,dominata dall’individualismo, è sempre più difficile trovare persone oneste e buone, pronte a posporre i propri bisogni per quelli degli altri; abituati, come siamo, a sfruttare l’altro solo per i nostri subdoli scopi. E tu, amore della mamma, sei speciale, perché sei umano.

MI Hai sempre nascosto la tua omosessualità, per paura della mia reazione, per timore che io potessi “odiarti” e “disprezzarti; avevi paura di deludermi. La sera, in silenzio, ti sentivo piangere in camera tua per i commenti cattivi e disumani che i tuoi compagni di classe ti riservavano. Avrei voluto stringerti a me e dirti che la mamma è qui con te, non ti avrei mai abbandonato, ma sono stata io a temere la tua reazione. Avrei desiderato tanto aiutarti e difenderti da quelle lingue taglienti, che ti ferivano e ti annientavano, ma tu mi hai sempre tenuta lontana e io avevo l’assurdo timore di farti del male. Che sciocca che sono stata! Perdona la mia negligenza.

Un giorno, tornasti a casa con l’occhio nero, dicendomi che accidentalmente eri caduto dalle scale, procurandoti così un vistoso livido sull’occhio destro. Sapevo che stavi mentendo, ma mi sentivo inerme. Tu non sai quanto io abbia sofferto vederti così, solo e indifeso e io non riuscivo a fare nulla per difenderti.

Il mio piccolo grande ometto si stava spegnendo lentamente, il bambino spensierato e felice non esisteva più. Vedevo i tuoi occhi vuoti e tristi, a causa delle vessazioni che subivi a scuola. Bastonato, perché omosessuale, ma hai sempre cercato di non farmi preoccupare. Eri tu a infondermi forza, SDRAMMATIZZANDO GLI AVVENIMENTI, quando, in realtà, eri proprio tu che avevi bisogno di conforto, eri tu ad aver bisogno di me.

Ho trovato, nella tua cameretta, alcuni fogli del tuo diario segreto. Ti prego! Non adirarti, li ho trovati per puro caso. In un pagina in particolare, scrivevi che il tuo migliore amico aveva spifferato agli amichetti di classe la tua omosessualità. Dal momento in cui, gli avevi confidato che baciando una ragazzina non avevi avvertito nulla. Da quel giorno, tutti gli altri hanno iniziato a chiamarti con epiteti poco carini e cattivi, come: frocio o femminuccia, dicendoti che non potevi diventare un calciatore, perché i veri calciatori sono Uomini.

Amore mio, non credergli. Non credere alle loro cattiverie e perfidie. Per essere un ottimo e magistrale giocatore, non devi essere etero. La sessualità non preclude i tuoi sogni e le tue attitudini. Ricordalo, sempre.

C’è un particolare che mi ha dilaniato il cuore. Un passo nel tuo diario, che recitava quanto segue: Filippo, cosa ho fatto di male?! Ti prego! Aiutami tu da lassù. Spero, tu sia orgoglioso di me, ho la costante paura di deluderti. Ancora. Eri l’unico a sapere della mia omosessualità E MI HAI SEMPRE SOSTENUTO, mi hai sempre trattato come un ragazzino normale. Non puoi immaginare che bella sensazione sia sentirsi normali e accettati dagli altri, in una società brava a farti sentire diverso e sbagliato. Per me, eri più di un semplice cugino, SEI mio fratello; con te mi sentivo al sicuro, nessuno poteva farmi del male. Sei volato in cielo troppo presto, per colpa mia; quel camion, doveva uccidere me. Forse, sarebbe stato meglio. Io sono diverso, non sono come tutti gli altri e non merito di vivere. Sono Omosessuale, perciò devo morire. Mi manchi Pippo, mi manchi davvero tanto.

Ricordo, quando andavamo insieme nei negozi chic per comprare i vestiti, per poi portarmi nel reparto femminile, con la scusa che dovevi comprare un paio di scarpe con il tacco a spillo per tua sorella, mi chiedevi di provarle per lei, poiché indossavamo lo stesso numero 40 di scarpe. Sapevi benissimo il mio amore incondizionato per le scarpe con il tacco alto. Cercavi in tutti i modi di vedermi felice, di strapparmi un debole sorriso. Te ne sarò per sempre grato, ovunque tu sia; sappi, che ti voglio bene.

Non ci crederai, ma ho trovato finalmente l’amore. Lui si chiama Giulio, un ragazzo conosciuto durante il mio lavoro di volantinaggio. Purtroppo, non possiamo vivere il nostro tenero amore alla luce del sole, siamo costretti a nasconderci per paura di subire violenze fisiche e psichiche. Per strada fingiamo di essere amici. Non possiamo camminare mano nella mano, non possiamo darci un bacio innocente sulle labbra, non possiamo guardarci intensamente negli occhi, altrimenti veniamo additati come ragazzi malati o perversi; evitiamo di amarci, per non essere linciati verbalmente e fisicamente dalla gente.

I miei compagni di classe, ieri, mi hanno spinto giù dalle scale, niente di grave per fortuna, perché per loro sono uno scherzo della natura e mi hanno detto che devo morire.

Adesso, spiegami, perché tutta questa cattiveria? Cosa sto facendo di male? Desidero semplicemente essere libero di amare chi voglio, cosa sto negando o togliendo a loro? Nulla. A volte, Vorrei essere normale, la vita sarebbe più facile, ma è una pulsione che mi arde dentro e non riesco a oppormi. Ho cercato tante volte di fingermi etero, anche con la mamma, temo di poterla deludere e ferire. Che vergogna avere un figlio gay? Non è vero? Ma non ci sono mai riuscito, alla fine la mia omosessualità prevaleva. Non posso essere ciò che non sono.

Non è stato facile accettare la mia omosessualità, accettare di essere considerato diverso. Lottare, ogni volta, contro le cattiverie della gente, perché sono gay e non ho scelto io di esserlo, è asfissiante e logorante. Perché così tanto odio? Io non faccio del male a nessuno.

Sto solo amando, questo è un reato? L’amore non è mai sbagliato. Il loro odio insensato è SBAGLIATO! Ma io li perdono, anche se mi stanno facendo male, io li perdono.

NON SMETTE DI ESSERE TUO FIGLIO,
SOLO PERCHE’ E’ OMOSESSUALE.
I FIGLI NON SI ABBANDONANO.
MAI.

Ecco! Amore mio, tu sei speciale, perché, nonostante gli altri ti facciano del male, tu non riesci a odiarli. Sei sempre stato un piccolo grande uomo, fin troppo maturo per la tua età.

A volte, questo atteggiamento da grande mi ha spaventata, come se tu stessi bruciando le tappe, rendendomi, però, sempre fiera di te. Amore della mamma, ti scrivo questa lettera, perché comprendo le tue ansie e le tue paure, posso solo immaginare quanto sia difficile ammettere a noi genitori la tua omosessualità. Ma io sono la tua mamma e non potrò mai odiarti. Sono fiera e orgogliosa di te per il tuo coraggio e la tua forza; hai deciso di indossare te stesso, nonostante tutto, nonostante tutti.

Non vergognarti e non sentiti sbagliato, MAI! Non c’è nulla di errato in te, casomai, qualcosa di sbagliato è insito in noi, eterosessuali. Non temere, anche Filippo è fiero di te. Mi raccomando, amore mio, da ora in poi, salva sulla tua rubrica del cellulare il nome Giulio. Alle volte, ho letto sul display del tuo telefono il nome Giulia, dicendomi che si chiamava così la tua fidanzata. Io non ti ho mai creduto. Per il futuro, Non convertire mai più al femminile i nomi dei tuoi fidanzati. Non devi più nasconderti.

NON DEVI PIU’ FINGERE CON ME. Non potrò mai volere il tuo male, che madre sarei, se non desiderassi la felicità di mio figlio. Qualsiasi essa sia.

Come può un genitore odiare un figlio, solo perché è omosessuale. QUANTA IGNORANZA DILAGA AL GIORNO D’OGGI. COME SI PUO’ PENSARE, CHE UN FIGLIO OMOSESSUALE POSSA ESSERE UNA VERGOGNA O CHE SIA UN ABOMIO! Secondo me, i veri mostri sono questi genitori snaturati, CHE ANTEPONGONO Il GIUDIZIO DEGLI ALTRI, ALL’AMORE DEL PROPRIO FIGLIO.

Io non potrei mai odiarti. Tu sei la cosa migliore che mi sia mai capitata. Tra i mille errori che ho commesso nella mia vita, tu sei IL MIO UNICO CAPOLAVORO. Omosessuale o eterosessuale non cambia l’amore incondizionato che provo per te. Sei il mio dolce cioccolatino ripieno e io ti amerò per sempre.

Ti scrivo questa lettera, perché oggi compirai 15 anni e voglio, a gran voce, annunciare che il coming out di Federico lo farà la sua mamma. Come posso mai vergognarmi di mio figlio? Urlo al mondo la tua omosessualità, non mi importa degli altri, a me importa di te.

Ricordalo, io per te ci sono, non ti abbandonerò mai. Come possono essere considerati sbagliati, diversi o addirittura mostri, persone che alla fine non fanno del male a nessuno? In fondo, Desiderano solo amarsi e lottare per i propri diritti! Sono essere umani, come tutti gli altri. La costutizuone italiana enuncia all’articolo 2, i diritti inviolabili dell’uomo quali: Libertà personale e Diritti della personalità.

I VERI MOSTRI SIAMO NOI! ETERO! Siamo noi a soffocare la loro libertà e i loro diritti, con che voce in capitolo? Perché? Che cosa cambia A NOI, se loro sono omosessuali o eterosessuali!? A te, cittadino, cosa viene in tasca!? Ti sottraggono qualcosa?! La loro omosessualità minaccia la tua libertà? No! Allora, perché pretendere che cambino orientamento sessuale, se questa è la loro natura?

Tu, piccolo mio, stai solo chiedono di poter vivere libero, libero da ogni forma di pregiudizio. Ora, non sarai più solo, ci sono io con te. Combatteremo insieme.

PS: Ho comprato per il tuo compleanno quelle belle scarpe di Chanel, che tanto ammiravi, ogni volta che passavamo davanti al negozio. Non farmi la ramanzina, TI PREGO! Te le meriti. Da ora in poi, non devi più vergognarti, andremo insieme a fare shopping e ti potrò consigliare le scarpe con il tacco a spillo che più ti stanno meglio. Sinceramente, senza offesa, ma i tuoi gusti sono un po’ retrò😉

Ti amo vita mia. SEI IL MIO ORGOGLIO.

LA TUA MAMMA.

Di ANGYY

CIAO LETTORI, NUTRO DA SEMPRE L'AMORE PER LA LETTURA E LA SCRITTURA. COSI' HO DECISO DI DEDICARMI ALLE MIE PASSIONI,UNENDOLE ALLA VOGLIA DI AIUTARE GLI ALTRI, CERCANDO DI DISPENSARE CONSIGLI SULLA BASE DEI MIEI STUDI PSICOLOGICI E SOCIOLOGICI.

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